L'area di Castelnuovo venne investita completamente dal primo conflitto mondiale; ancor oggi si possono trovare innumerevoli testimonianze che permangono ancora su questa porzione di territorio.

Nell'imminenza del conflitto, l'esercito imperiale austriaco s'apprestò alla difensiva, predisponendo una linea avanzata di piccoli posti situati in basso lungo la sinistra orografica dell'Isonzo mentre un sistema più articolato venne realizzato sul culmine della dorsale carsica, e quindi anche in prossimità della Villa.

Nel giugno del 1915 le truppe italiane forzarono il settore nei pressi di Sagrado approcciando alle pendici delle alture retrostanti.

Dal primo balzo offensivo e le successive I, II, III, IV e V battaglia dell'Isonzo gli attaccanti si impegnarono in cruenti e sanguinosissimi scontri che li portarono a raggiungere in diversi tratti le alture carsiche. In questo lasso di tempo Castelnuovo venne coinvolto direttamente nei combattimenti e diversi reparti si dissanguarono per espugnare queste quote, tra i quali la brigata Bologna, la Siena, la Sassari, la Brescia, i Bersaglieri e i volontari 22 ottobre.

Le linee contrapposte si assestarono poco oltre la villa e questa, al riparo della quota 143, divenne punto di smistamento, ricovero ed ammassamento truppe; vi si insediò pure un posto di medicazione. Da questo nodo del fronte carsico, le truppe italiane provenienti da Sagrado potevano essere indirizzate verso il Bosco Cappuccio, verso la Trincea delle Frasche o più a sud verso la Trincea dei Morti; da qui passò Filippo Corridoni ed i suoi volontari milanesi e da qui transitò la Brigata Sassari per andare alla conquista della Trincea delle Frasche nelle battaglie dell'autunno del 1915 che infiammarono il Carso (III, IV e V battaglia dell'Isonzo).

A fine novembre il fronte si staticizzò definitivamente sulle posizioni raggiunte; si assistette ad una riorganizzazione generale e ad un progressivo miglioramento logistico della struttura militare. Nei pressi della villa, ospitante il comando della 25° divisione, sorse un vero e proprio villaggio di guerra e diverse postazioni d' artiglieria vennero allestite in preparazione delle future offensive.

Dal giugno al dicembre del 1915, sul fronte del Carso e Isonzo si contarono sul fronte italiano 54.000 morti, 160.000 feriti e 21.000 dispersi. Le fonti militari austriache nello stesso periodo contarono la perdita di 151.000 soldati.

La V° battaglia (primavera del 1916) fu soprattutto dimostrativa e non portò a sostanziali cambiamenti.

Solo nell'agosto del 1916 con la VI° battaglia dell'Isonzo, detta anche battaglia di Gorizia, il sistema difensivo austroungarico cedette con la presa da parte italiana del Sabotino e del San Michele; in questo settore la nuova linea di combattimento si spostò oltre Doberdò, al di là del vallone del Carso. La villa proseguì in retrovia, la sua funzione logistica e di nodo per i rifornimenti indirizzati alla nuova linea del fronte.

Più di un anno dopo, con la rotta di Caporetto (24 ottobre 1917), la struttura venne precipitosamente abbandonata dai reparti della III Armata italiana in fuga per evitare l'accerchiamento delle forze austro-tedesche da Nord.


CRONISTORIA

Nella località dominata ancora oggi Carso di Castelnuovo si svolsero le seguenti sanguinose battaglie:

23 giugno - 7 luglio 1915: I° Battaglia dell'Isonzo

18 luglio - 3 agosto 1915: II° Battaglia dell'Isonzo
a) Prima fase dal 18 al 23 luglio
b) Seconda fase dal 24 luglio al 3 agosto

4 agosto - 18 ottobre 1915: Riordino delle truppe in vista dell'offensiva autunnale

18 ottobre - 4 novembre 1915: III° Battaglia dell'Isonzo
a) Prima fase dal 18 al 26 ottobre: Muore Filippo Corridoni
b) Seconda fase dal 27 ottobre al 4 novembre

10 novembre - 2 dicembre: IV° Battaglie dell'Isonzo
a) Prima fase dal 10 al 14 novembre
b) Seconda fase dal 15 novembre al 2 dicembre: Muore Giacomo Venezian

9 marzo - 15 marzo 1916: V° Battaglia dell'Isonzo

La Grande Guerra

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